- LINFATEATRO

Dopo aver visto e ascoltato, di una cosa sola sono assolutamente convinto:
il teatro può essere un'ascia per il mare ghiacciato che è dentro di noi.
 
Kafka




ALCUNI DEI NOSTRI SPETTACOLI

L'Orestiade

L'Orestiade - LINFATEATRO

L'Orestiade di Eschilo, liberamente tratta dalla traduzione di Pier Polo Pasolini.

 

L’Orestea  è una trilogia formata dalle tragedie Agamennone, le Coefore e le Eumenidi con cui Eschilo nel 458 a.C. racconta le vicende di Oreste, figlio di Agamennone, il quale per vendicare la morte del padre ucciso colpì a "sangue freddo" la madre Clitennestra e fu perseguitato per questo dalle Erinni . 

La prima tragedia narra quindi come Agamennone, di ritorno dalla guerra, venga ucciso dalla moglie Clitennestra, con l'aiuto di Egisto.La seconda tragedia prende il nome dalle coefore, le portatrici di libagioni per i morti, che si recano sulla tomba di Agamennone. È il racconto di come Oreste, dieci anni dopo l’omicidio del padre Agamennone, torni ad Argo e, su ordine di Apollo, porti a compimento la propria vendetta dando la morte alla propria madre ed al suo amante.La terza tragedia della trilogia prende il nome dalle Erinni, dee che impersonano la vendetta. In questa terza parte dell’Orestea viene narrata la persecuzione delle Erinni nei confronti di Oreste, che culmina nella celebrazione di un processo presso il tribunale dell’Areopago.

Alice

Alice - LINFATEATRO

Alice è una bambina di dieci anni, la sua immaginazione e la sua fantasia le permettono di vedere come meraviglioso quello che il resto delle persone, gli adulti, considerano brutto, spaventoso, da evitare; i personaggi del suo immaginario sono “gitani” e nobili, sono poveri e ricchi, buoni e cattivi, è capace di vederli come regine eleganti e piene di potere, animali magici, parlanti e molto forbiti, oppure strani e incomprensibili e affascinanti; gli abitanti del paese delle meraviglie vivono in questo cosmo che è effettivamente chiuso e regolato da leggi altre e spesso a chi ne è al di fuori “totalmente incomprensibili”.
La Regina, la “matrona” della comunità domina il suo popolo composto solo dal suo fedele consigliere, un elegante e molto forbito coniglio bianco, che la consiglia e la adula per poter usufruire dei privilegi del potere ; il Bruco un saggio quanto incomprensibile bruco che fa paura e diverte allo stesso tempo, è l’esule che fugge dalle grinfie della regina con il suo Fungo Fumatore, il Gatto infine sornione e dissacrante che sembra appartenere a tutti e invece non è di nessuno. Tutti mantengono stravolgendole le proprie capacità e qualità umane, divenendo personaggi grotteschi e meravigliosi, al di là di ogni morale ed etica.

Crave

Crave - LINFATEATRO

Sarah Kane scava nel profondo dell’animo umano, è capace di mostrare con sincerità disarmante e cruda come i rapporti tra gli uomini siano difficili e incoerenti, come all’interno anche dello stesso animo si possano contrapporre idee e sentimenti opposti, bisogni e dolori, desideri laceranti, animali e viscerali. Febbre nasce da questi moti dell’animo umano, le persone soffrono, cercano l’altro e lo fuggono temendolo. I personaggi non hanno un nome, sono identificati solamente da una lettera, eppure dietro le loro parole si nasconde un universo di desideri e bisogni febbrili e vitali, così
Il testo così bello e a momenti poetico nella sua lucidità crea il movimento di continuo allontanamento e ricerca dell’altro, nell’isolamento di se stessi.
La febbre del desiderio e dei bisogni negati afferra i personaggi di questo spettacolo, li trascina e li catapulta in ogni angolo della scena, sempre presenti, sempre incapaci di comunicare se non frammenti della propria singola realtà, eppure alla fine l’empatia tra i personaggi diventa così necessaria da creare un unico dialogo in cui un personaggio completa il pensiero dell’altro, ne diventa partecipe perché ognuno parla per bocca dell’altro.

Circus Ulbabrab

Circus Ulbabrab - LINFATEATRO

 

Circus Ulbabrab è stato elaborato per poter essere rappresentativo in modo pertinente alle tematiche che riguardano la violenza di genere.
Avvalorandosi di allegorie circensi , immagini sceniche che permettono un dialogo intercomunicativo con una vasta tipologia di pubblico e di facile accesso interpretativo, si vuole così rappresentare il percorso statistico ed emotivo della violenza trasponendo metaforicamente ai personaggi stereotipati del circo le fasi della Spirale della Violenza.

La scelta di usare i personaggi tipici degli ambienti circensi s’integra con pertinenza con quelle che sono le tappe della spirale della violenza, poiché attraverso una metafora ben nota allo spettatore e che non crea barriere emotive o foriere di pregiudizi sociali, si può sfruttare una comunicazione facilmente metabolizzabile e capace di trasmettere un messaggio valoriale che non sconvolge bensì favorisce la coscienza di genere.Con queste premesse un mago che nel suo numero fa sparire la donna senza più farla comparire può essere metafora utile al concetto d’isolamento, una tigre e il suo domatore raccontare l'esperienza di violenza fisica, i trapezisti essere un esempio di come la donna si trova in bilico tra il vuoto e le sue sicurezze nelle false riappacificazioni e i clown il loro cinico divertimento diventare grottesca rappresentazione di quella che è la svalorizzazione e via dicendo per le altre fasi.  

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